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E tu a chi appartieni? L’arte dei soprannomi a Rutigliano

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soprannomi-rutigliano


di Valentina Castiglione Minischetti

Ci si conosce così a Rutigliano, una semplice parolina che identifica una intera famiglia. Quanti di noi hanno sentito la fatidica domanda: “A chi appartieni?”. È in quel momento che si viaggia tra i meandri di una storia antichissima che ha come protagonista i soprannomi rutiglianesi. Variegati e “coloriti”, essi si differenziano per svariati motivi.

Molti riprendono una caratteristica fisica: Muschniggj, U’luongh, U Panazaun. Altri si rifanno a nomi di animali e piante: u gattud, scarcioff; alcuni esprimono aspetti caratteriali: l’anma gnour, c’rviedd d pdocc.

I nomignoli sono strani, simpatici e caratteristici. Passano dalla fede alla politica (cudd da Madonn, a comunist) fino ad arrivare ai personaggi famosi (garbald), ma possono riguardare mestieri (a mamm’r) e persino strumenti musicali (tr’mboun). A volte rispecchiano dei suoni, tra cui troviamo tingo tangh o qua qua.

Di origini remote e oscure allo stesso tempo, questi soprannomi rappresentano un patrimonio certamente da conservare con la massima cura e  da tramandare alle nuove generazioni, spesso inconsapevoli di quante belle tradizioni Rutigliano sia ricca.

E ora, caro lettore, mi rivolgo a te: e tu a c’appartein?

 

Commenti  

 
0 # Mia nonna ciacind 2019-11-29 08:15
Tommyx
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-1 # PIETRO 2019-11-27 08:34
Una frangia dei Florio porta, come nomignolo: chid du gardiedd: quelli del cardellino
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0 # Defilippis 2019-11-25 20:29
Tre gruppi familiari per chi ha il cognome Defilippis o De Filippis

1) Peit tunn (piedi tondi)
2) 'a frmeik (la formica)
3) Ciacind (Giacinto non come fiore ma nome proprio di persona.
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-1 # cittadino 2019-11-25 11:45
E' la memoria che si sta perdendo,io ricordo l'infanzia dove piccolo ai piedi di una nonna che raccontava fiabe paurose ma con il lieto fine e alla fine il regalo di cinque lire.Cinque lire che avevano il fascino di poter comprare un misero gelato ma era la gioia, la gioia di quel tempo.Oggi l'articolo parla di tradizioni o di appartenenze ma mi rammarico dirlo che ormai abbiamo lacerato quel collante fra genitore e figlio perdendo la ragione delle nostre radici e creando bimbi che vogliamo che diventino velocemente adulti e non istillando nei loro cuori l'amore degli avi ma amore tecnologico e virtuale dimenticando l'appartenenza di cui l'articolo.
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-1 # licius 2019-11-25 08:57
Il Dialetto è patrimonio integrale e culturale di ogni paese e alla stregua dei suoi monumenti dovrebbe essere valorizzato ,tutelato ,tramandato e non dimenticato.Aim è purtroppo ciò non avviene e le nostre origini saranno solo un
vago ricordo. Lo stesso sta avvenendo per le arti domestiche,cont adine ed artigianali.A tale scopo si era parlato di realizzare un Museo per queste cose,e io aggiungerei anche per il dialetto, ma poi non si è fatto più niente. Si fa ancora in tempo? PS . per discrezione e prelibatezza, non metto il mio mio soprannome, che come tutti, ho pure io
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