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Madri in cerca di “Una generazione scomparsa”, proiezione film

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Venerdì 22 marzo presso il salone conferenze della biblioteca comunale di Rutigliano, proiezione film “Una generazione scomparsa” di Daniele Biacchessi  (2018)
25 giugno 1978. Estadio Monumental di Buenos Aires. Argentina-Olanda, finale dei mondiali di calcio in Argentina. In tribuna d’onore dominano sovrani il dittatore argentino Jorge Videla e tutti i membri della giunta militare, al potere dalla notte del 24 marzo 1976.

Accanto a loro, quasi nascosto dai riflettori dello stadio, c’è un signore italiano ancora sconosciuto: Licio Gelli, il Venerabile della loggia massonica P2, Propaganda 2. La gara è fin da subito caratterizzata dall’estremo agonismo, dal gioco frammentario e a tratti violento, dall’acceso tifo del pubblico argentino che prima della gara lancia migliaia di papelitos, i coriandoli bianchi che cospargono i bordi del campo e in parte anche l’area delle porte. L’arbitro è l’italiano Sergio Gonella. Il tempo regolamentare finisce 1-1. I supplementari sono forse peggiori dei primi novanta minuti.

Gli olandesi, rimaneggiati per l’assenza del loro miglior calciatore Johan Cruijff, contestano l’atteggiamento permissivo di Gonella nei confronti del gioco duro e delle provocazioni degli argentini. La decisiva doppietta di Mario Kempes sancisce l’affermazione dell’Argentina. Al termine della partita, gli olandesi non partecipano alla cerimonia di premiazione, in segno di protesta. La prestigiosa coppa passa dalle mani di Passarella a quelle insanguinate del generale Videla. E la festa esplode in tutto il paese.

A soli trecento metri dallo stadio, in Avenida del Libertador 8151, anche gli aguzzini dell’Escuela de Mecanica de la Armada, l’ESMA, uno dei centri di tortura del regime, esultano e abbracciano le loro vittime agonizzanti. Per una sera almeno, dai cieli dell’Argentina, cadono solo coriandoli e festoni, e non corpi di donne e uomini lanciati dagli aerei verso le acque nere dell’oceano. Il giorno dopo riprenderanno puntuali i voli della morte. Tutto tornera’ normale, nell’anormalità dell’Argentina degli orrori.

Sembra una storia lontana ma, in quei mondiali, gioca la Nazionale formata da nomi che ci sono familiari e che fanno ormai parte di noi. E’ la Nazionale di Dino Zoff, di Claudio Gentile. E poi, Bettega, Scirea, Causio, Cabrini, Tardelli, Cuccureddu… il “blocco juventino” del grande Enzo Bearzot.
E c’è anche un giovanissimo Paolo Rossi… ignari. …scoppriranno tutto, dopo. Anche loro.

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