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Carissimo Gianni, io in quel vico ci sono nato...

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Carissimo Gianni

Leggere il tuo articolo sul cinema l'acquario mi ha fatto tornare indietro di oltre sessantanni. Sì perché nel vicolo adiacente il cinema io ci sono nato nel 1955. L'anno dovrebbe più o meno corrispondere al periodo in cui la struttura venne realizzata tenendo conto che, quando si celebrarono le nozze dei miei genitori nel 1952, il cinema non era stato ancora costruito e la casa di mio nonno materno godeva di un bel giardino antistante che dava su corso Mazzini proprio accanto all'abitazione dei Cardascia - Sorino (attuale sede dell'Associazione ANT).
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Più avanti, nella posizione del prospetto del cinema, vi era una costruzione ad un piano che gli antichi ricordano essere una locanda. Quindi l'area oggi interamente occupata dall'ormai ex cinema L'Acquario a quei tempi non lo era del tutto e, quasi sicuramente, il palazzo Moccia-Pappalepore doveva essere molto ben visibile. Non conosco quale sia oggi lo stato delle cose, né se la proprietà sia ancora della Famiglia Moccia o sia passata di mano. Certo sarebbe interessante da parte dell' Amministrazione Comunale, bandire un Concorso di Idee per rendere ri-fruibile un punto centrale della nostra cittadina ormai completamente abbandonato.

Vorrei ancora sottolineare che a destra, per chi guarda porta nuova, negli anni settanta del secolo scorso venne abbattuto l'antico e signorile palazzotto Chiaia per costruire l'odierna palazzina che sarà certo più funzionale ma di sicuro ha cancellato un'altro pezzo della nostra storia. Potrebbe essere interessante recuperare antiche foto d'epoca e magari realizzare una mostra di come era non solo corso Mazzini ma anche tutto l'estramurale...

Mi ha fatto piacere leggerti perché mi hai fornito l'occasione di esternare queste mie brevi considerazioni sul luogo più caro del mio cuore, quello in cui sono nato.

Cordiali saluti
Gianvito Laforgia

 

Commenti  

 
+3 # Picchio 2019-02-14 10:29
concordo con l'abbattimento e riconoscimento per l'attuale proprietà
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+8 # Mister X 2019-02-13 16:25
Quanti ricordi tornano alla mente: Narduccio Merco un signore in carrozzina con il suo banchetto di caramelle e cartucci con sorprese. Poi al piano terra del palazzo di "Donna Checchina" c'era il fotografo Ficarelli e ad angolo con corso Mazzini il tabacchino di Luisetta con annessa salumeria. Che tempi ragazzi....Pove ri ma belli.
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+14 # nanuccio 2019-02-13 15:43
Un operazione di abbattimento come quella che fece qualche anno fa il comune di Mola per il cinema che fu costruito di fianco al castello negli anni 50/60 sarebbe cosa gradita da tutta la cittadinanza.
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