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“Settimana corta” nelle scuole di Rutigliano, raccolta di firme contro presentata dai genitori

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settanni-moro-settimana-corta


C’è fermento nel mondo della scuola a Rutigliano, il motivo è la decisione di ridurre a cinque i giorni scolastici della settimana, in modo da lasciare il sabato libero. Si tratta della famosa, o famigerata -dipende dai punti di vista- settimana corta istituita in molte scuole in Italia. Un provvedimento che a Rutigliano è stato adottato a giugno scorso dai consigli di istituto di tutte e due gli istituti comprensivi, il “Settanni-Manzoni” e l’“A. Moro-Don Tonino Bello”.

La settimana corta ha rimodulato l’orario giornaliero facendolo aumentare di un’ora piena (8:00-14:00) alla primaria e secondaria di primo grado del "Settanni-Manzoni", e diminuire di cinque minuti al giorno alla secondaria di primo grado (8:00-13:55) e mezzora, sempre al giorno, alla primaria (8:10-13:40) del "Moro-Don Tonino Bello". Alla scuola diretta dalla dirigente prof.ssa Mariella Melpignano rimangono, dunque, le 30 ore settimanali; diminuiscono, invece, per quello che ci sembra di capire, le ore settimanali alla primaria (27,5) e alla secondaria di primo grado (29,75) della scuola diretta dal prof. Luciano De Chirico. Per tutte e due gli istituti l’orario dell’infanzia è rimasto uguale a quello dell’anno scorso (8:15-16:15).

La settimana corta ha suscitato grandi perplessità e, in alcuni casi, vibrante protesta, da parte di alcuni genitori di tutte e due gli istituti comprensivi. Un dissenso che alla "Settanni-Manzoni" si è organizzato intorno a una raccolta di firme contro la settimana corta sottoscritta da 150 genitori, documento e firme formalmente consegnati ieri preso la segreteria dell’Istituto.

I sottoscrittori della raccolta firme, indirizzata alla dirigente scolastica, chiedono la formale revoca della delibera del Consiglio di Istituto che ha istituito la settima corta. I genitori esprimono “perplessità -si legge nel documento- sia per quanto attiene il mancato coinvolgimento delle famiglie della Comunità Scolastica in decisioni così importanti che sulle implicazioni di carattere educativo-didattiche che temiamo possano derivare da tale scelta”.

Dunque si pone una questione di mancata partecipazione, magari con un sondaggio o una qualche consultazione preventiva, come è successo in altre scuole, dei genitori a decisioni scolastiche che avranno ripercussioni non da poco sulla loro organizzazione familiare. Ma non è solo questo. “Riteniamo che la formulazione dell’orario scolastico articolato su 5 giorni -si legge ancora nel documento dei genitori- non solo non apporti alcun beneficio ai processi formativi ed al benessere degli studenti, ma possa implicare un riverbero negativo sugli aspetti educativo-didattici. Siamo convinti che sarà difficoltoso reggere con profitto sei ore di lezione, dalle 8:00 alle 14:00”.

Le questioni, quindi, sono sostanzialmente due: la mancata partecipazione al processo decisionale e i riflessi negativi che la settimana corta potrebbe avere sull’educazione, la didattica e il benessere degli alunni. Ma c'è un’altra questione, di tipo più squisitamente tecnico amministrativo, che atterrebbe, addirittura, alla efficace eseguibilità delle due delibere sulla settimana corta approvate dai consigli di Istituto. Alcuni genitori hanno osservato la mancata pubblicazione di queste delibere all’albo pretorio ufficiale delle scuole, che è quello online. Nella pubblica amministrazione le norme vogliono che le delibere approvate vengano obbligatoriamente pubblicate non solo per la loro validità, ma anche per la pubblicità dell’atto, perché venga conosciuto da tutti. Sembrerebbe che tutto questo non sia avvenuto, o che sia avvenuto due mesi dopo l’approvazione delle due delibere.

Non sappiamo, in realtà, se tutte le famiglie dei due istituti conoscano, ad oggi, questi atti, quindi, siano informate dell’istituzione della settimana corta e cosa in realtà ne pensino. Di sicuro ci saranno genitori che hanno accettato di buon grado il provvedimento, ma ce ne sono molti che lo contestano, e anche in maniera decisa.

Al di là della situazione personale di ognuno, ci ha detto ieri un papà del “Moro-Don Tonino Bello” «pensate davvero che bambini di appena 8 anni, dall'una alle due, possano "imparare"? O non è forse vero che a quell'ora siano comprensibilmente stanchi e distratti?». «La realtà -ha aggiunto- è che, al netto delle belle parole e delle promesse che sentiremo, la scuola chiusa il sabato fa risparmiare un sacco di soldi, soldi risparmiati sulla pelle dei bambini. A me questa cosa non va giù».

«Quando si solleva la questione settimana corta si assiste alla formazione di gruppi contrapposti sia fra i docenti che fra i genitori» ci ha detto una insegnante di una delle due scuole. «Tralasciamo -ha detto ancora- il discorso relativo al risparmio energetico e ai conseguenti benefici ambientali, ed anche quello relativo al risparmio economico sul personale scolastico, concentriamoci sui nostri figli e sui nostri alunni». «Molti, quando si parla di settimana corta -ha chiosato la docente- considerano i vantaggi derivati dal weekend libero, ma nessuno si concentra sul carico di lavoro che aumenta per i nostri figli/alunni».

Un altro genitore: «Molti, giustamente, si concentrano sull’impatto negativo che la settimana corta e conseguente orario lungo giornaliero ha sui bambini, ma io penso anche alle conseguenze pesanti che avrà su molte famiglie». «Spesso -ha aggiunto questo genitore- i sostenitori della settimana corta dipingono le famiglie come le tipiche famiglie da “Mulino Bianco”, che non aspettano altro che il weekend per andarsi a fare le gitarelle fuori porta. La realtà è ben diversa e vede spesso i genitori lavorare anche il sabato oppure approfittare della mattinata “libera” e senza i bambini in casa, per fare cose che altrimenti non potrebbero fare. In altri termini, il sabato mattina con i bambini a scuola è essenziale per l’economia familiare, soprattutto per le famiglie meno abbienti e con esigenze lavorative».

C’è chi sostiene che questo tipo di scelte siano funzionali alle economie della scuola; un giorno alla settimana in meno significa risparmio sul riscaldamento, quindi sulla bolletta del gas e anche dell’energia elettrica. E’ probabile che simili provvedimenti siano caldeggiati, se non spinti dai «livelli gerarchici superiori dell’organizzazione scolastica -ci ha detto un altro genitore-, spinte alle quali solo Dirigenti illuminati e Consigli di istituto che fanno veramente gli interessi dell’utenza scolastica, in moltissimi casi fanno da argine. Argine che, evidentemente, a Rutigliano è caduto».
Insomma, l’umore dei genitori contrari al provvedimento è questo.

Abbiamo voluto sentire l’opinione anche dei due dirigenti scolastici, che stamattina abbiamo contattato. La dirigente dell’istituto “Settanni-Manzoni”  ci ha riferito che proprio per stamattina era stato convocato un Consiglio di Istituto urgente così come era stato richiesto dal comitato dei genitori promotore della raccolta di firme, un consiglio di Istituto che, presumiamo, stamattina abbia discusso della pervenuta richiesta di revoca.

Al dirigente dell’istituto “A. Moro-Don Tonino Bello” abbiamo chiesto se anche lui avesse ricevuto richieste di revoca della settimana corta. «Noi non abbiamo avuto nessun tipo di problema, c’è stato un solo genitore che è venuto a protestare, lamentava il fatto che non era stata pubblicata in tempo la delibera, delibera che è stato poi pubblicata, e un genitore che ha mandato una email» ci ha detto il prof. Luciano De Chirico. Gli abbiamo chiesto se c'è la possibilità di una riconsiderazione della decisione presa. «Per quale motivo dovremmo riconsiderala, tra l’altro, in questi tre giorni mi sono incontrato con le famiglie dei bambini che inizieranno la scuola, infanzia, primaria e media; abbiamo dato comunicazioni e non c’è stato un solo genitore che si sia alzato e abbia detto qualcosa».

Gli abbiamo chiesto anche per quale motivo si è voluto istituire la settimana corta. «Nella delibera è tutto spiegato, però, noi siamo partiti da un problema di tipo organizzativo perché, con il comprensivo, in scuole come la nostra, che non hanno sufficiente numero di collaboratori scolastici, la gestione su sei giorni diventava veramente problematica». «Partiti di là -ha concluso il dirigente- ci siamo resi conto che comunque non avrebbe creato alcun tipo di aggravio per i ragazzi, anzi, la gestione settimanale diventa più semplice perché, non essendoci più il discorso della giornata libera dei docenti, anche la gestione dell’orario è molto più semplice».

 

Commenti  

 
-2 # mioccuggino 2018-09-19 20:54
Quanti mesti e audaci genitori
si improvvisano dottoroni
per il bene dei loro figlioli
sono pronti a screditar tutti
belli e brutti
senza accorgersi che i loro pargoli
dal basso in altro sempre li guardano
ed il cattivo esempio dato
domani non sarà da loro dimenticato
se non si condivide ciò che la scuola propone
c'è sempre la possibilità di chiarirsi in riunione
ma se si parte con la consapevolezza che l'altro è meglio
a prescindere
ogni lotta è vana e non più credibile
cio che manca oggi è fidarsi degli altri
perchè ognuno di noi pensa di essere più bello
ma la verità è che finché penseremo di essere meglio di quello
tutto andrà sempre peggio
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+1 # poveri noi 2018-09-21 15:52
Quindi mi faccia capire, denunciare delle irregolarità secondo lei significa non fidarsi?
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0 # pigroman 2018-09-16 23:23
Questo pomeriggio ho parlato con mia sorella, che fa il legale a Milano. Le ho spiegato la vicenda e lei, con una sola parola ha detto: NO PUBBLICITA'?= NO DELIBERA caro fratello
....*
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+3 # Backman 2018-09-16 19:15
A questo punto facciamo il lunedì e il martedì 12 ore al giorno e il mercoledì 6 ore. Così le 30 ore le abbiamo fatte e siamo tutti felici e contenti....se poi i bambini imparano o meno e chi se ne frega. Poi però ci piace parlare di proposta educativa, programmazione che in questo caso sono andate a farsi benedire.. Vero prof. Melpignano? Aspettiamo con ansia le sue forbite parole sulla scuola. Che delusione!
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+3 # A domani 2018-09-16 19:12
Vi ricordo che da domani le lezioni iniziano alle 8... Puntuali!
All'uscita alle 14 chiediamo a tutti i nostri figli...
Sei stanco? Stressato? Che cosa ha fatto la maestra? Ti ha rimproverato? Le merende quanto tempo durano?
Dimmi dimmi che domani vengo a parlare io a scuola, vi faccio vedere io?
:-?
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+2 # pigroman 2018-09-17 09:13
ah ah ah. sicuramente andrà così e quindi lo spunto è propizio per evitare di far ricadere sui bambini /ragazzi queste nostre negatività. non facciamo in modo che anche loro possano percepire la situazione come qualcosa di negativo altrimenti li maldisponiamo. non parliamo di questa situazione davanti a loro, sarebbe controproducent e, imph
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+2 # Etica del mestiere 2018-09-16 12:10
I problemi sono emersi e sono stati sviscerati in maniera puntuale. la sensazione è quella che potremmo essere di fronte ad atti viziati nella forma e nel merito.
Non possiamo che affidarci al buon senso, alla lealtà di chi ha, per legge , il potere di rendere domani esecutivi questi atti. Di chi sa che oltre al suo buon senso resta solo la strada della giurisdizione amministrativa , troppo costosa per un gruppo esiguo di genitori coraggiosi e coscienziosi.
Spero dunque che l'atteggiamento non sia quello del "correteci dietro" , come si dice a Rutigliano, anche perchè si scriverebbe una pagina veramente brutta per una vicenda che riguarda istituzioni educative e che vede il confronto civile e democratico limitato ai commenti in coda a questo articolo.
Se qualche altro genitore ha memoria o è a conoscenza di altri momenti di confronto promossi dalle due Istituzioni Scolastiche relativamente alla nuova organizzazione del tempo scuola, prego di darmene notizia.
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+3 # etica del mestiere 2018-09-15 09:10
Certamente, quantunque l'autonomia delle Scuole sia costituzionalme nte prevista, i livelli minimi di prestazione e gli standard nazionali in termini di monte ore vanno garantiti. Il controllo sull'attuazione delle norme standard, e monte ore obbligatorio non attiene alla discrezionalità e autonomia delle Scuole ma al Ministero. E dovrà essere il ministero a pronunciarsi: togliere 400 ore al mese di didattica è consentito?
passare senza il consenso unanime di tutte le famiglie da 30 ore garantite, alla luce di un patto formativo, a 27 ore è lecito?
qualcuno dovrà dare delle risposte in merito.
Siamo nella sfera dei diritti soggettivi, non possiamo scherzarci su.
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-4 # cittadino 2018-09-15 13:16
Citazione etica del mestiere:
... E dovrà essere il ministero a pronunciarsi: togliere 400 ore al mese di didattica è consentito?
passare senza il consenso unanime di tutte le famiglie da 30 ore garantite, alla luce di un patto formativo, a 27 ore è lecito?
qualcuno dovrà dare delle risposte in merito.
Siamo nella sfera dei diritti soggettivi, non possiamo scherzarci su.


400 ore di didattica al mese negate ai nostri figli? Non mi pare siano tante! 3 h. a settimana x 4 settimane = 12! ...e poi, anni fa, le 27 ore passarono a 30 in ragione del fatto che fu aggiunta l'attività opzionale pari a 3 ore a settimana. Oggi l'attività opzionale non c'è più!
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0 # Etica del mestiere 2018-09-15 15:52
Citazione cittadino:

400 ore di didattica al mese negate ai nostri figli? Non mi pare siano tante! 3 h. a settimana x 4 settimane = 12! ...e poi, anni fa, le 27 ore passarono a 30 in ragione del fatto che fu aggiunta l'attività opzionale pari a 3 ore a settimana. Oggi l'attività opzionale non c'è più!

Comunque tornando a chi spara le notizie in modo da mistificare torno a ripetere: studiate le norme. Il riferimento normativo in questo caso è il DPR 89/2009 attuativo della riforma Gelmini per il I ciclo, Dove si ribadisce che le opzioni possibili per la Primaria sono 27, 30 o in condizioni particolari 24 ore settimanali, o ancora 40 ore per il cosiddetto tempo pieno. Quindi le 30 ore esistono ancora. E comunque i Dirigenti devo attenersi al PTOF. Altrimenti ci raccontiamo bugie e non sarebbe bello per chi si configura come Istituzione con funzioni formative.
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+1 # Etica del mestiere 2018-09-15 14:45
Citazione cittadino:

400 ore di didattica al mese negate ai nostri figli? Non mi pare siano tante! 3 h. a settimana x 4 settimane = 12! ...e poi, anni fa, le 27 ore passarono a 30 in ragione del fatto che fu aggiunta l'attività opzionale pari a 3 ore a settimana. Oggi l'attività opzionale non c'è più!

sono 400 minuti. chiedo scusa. ma tra le famiglie e l'istituzione c'è un vincolo negoziale. E se nel ptof al momento dell'iscrizione la scuola forniva le 3 ore opzionali è tenuta a garantirle per tutto il tempo di permanenza degli alunni nella suddetta Istituzione. Ci sono sentenze del Tar in tal senso. posso fornirne gli estremi della sentenza a Rutiglianonline in modo che le pubblichi. Tanto per capirci.
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+1 # Etica del mestiere 2018-09-15 13:02
chiedo scusa per l'errore! si tratta di 400 minuti al mese non 400 ore.
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+3 # IeSoDeDo 2018-09-15 02:35
Coinvolgere i genitori per versare quote extra (come carta igienica e fogli per fotocopie) viene facile, difficile per decisioni che coinvolgono l'organizzazion e dell'istituzion e Famiglia, ormai costantemente massacrata. Bene i 5 giorni ma con un modello diverso: Tempo pieno e niente compiti a casa (per non parlare di quelli per le vacanze). Aggiungere un'ora per risparmiare risorse mi sembra solo un ulteriore onere per le Famiglie. Ricordo che le nostre tasse dovrebbero servire anche a questo. Meno imboscati e più efficienza. Rivediamo anche i 3 lunghi mesi di pausa estiva. Perché non fare in quei mesi i progetti extra formativi? Quale altra categoria si ferma per tre mesi? La scuola é un'istuzione formativa che dovrebbe affiancare le famiglie non aggravare il carico come ormai troppo spesso accade.
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+6 # etica del mestiere 2018-09-15 00:56
Le Scuole sono "Istituzioni educative"innan zitutto. Esse giocano un ruolo cruciale nella formazione delle persone, delle coscienze.Mi chiedo che modello educativo può rappresentare un' Istituzione Scolastica che mistifica, che tiene nel cassetto un provvedimento così importante fino al 29 agosto? i dirigenti dovrebbero configurarsi quali leader educativi: può esserlo chi toglie ore alla didattica peraltro non potendolo fare, per fare razionalizzazio ni di spesa? A dispensare sorrisi, a dire che teniamo ai bambini non costa nulla. più faticoso è dimostrarlo con i fatti e la trasparenza.
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+8 # alien 2018-09-14 18:13
mi viene in mente solo una cosa per come andrà a finire questa faccenda.
diceva il buon vecchio e burbero Gino Bartali (campione nello sport e nella vita)
"le' è tutto sbagliato, le è tutto da rifare" (da leggere con inflessione toscana ovviamente).
per puntualizzare che quando qualcosa non và è meglio avere la coscienza di ricominciare piuttosto che intestardirsi nei propri errori
Campioni che questi nostri ragazzi non impareranno mai a conoscere
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+9 # 2 di picche 2018-09-14 17:45
Da come sono stati presentati i fatti mi sembra di fare un paragone con l'asse Roma -Berlino (in salsa italiana ovviamente) studiato tanti anni fa quando si studiava anche il sabato e c'era la voglia di sapere, imparare e conoscere-
ed ora?
.....corsi e ricorsi storici, signori...corsi e ricorsi storici
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+7 # Gianni Nicastro 2018-09-14 17:05
Citazione papocchio:
Brutta vicenda.
Se i fatti stanno come riportato sull'articolo, prima verrebbe una denuncia per abusi in atti di ufficio, ... A proposito, Nicastro, tu che sei esperto di leggi e procedure della pubblica Amministrazione, mi piacerebbe sapere il tuo parere, da quello che ti è sembrato di leggere dagli atti.

Vuoi la mia opinione?
Intanto lascerei perdere le “denunce”, gli “abusi in atti d’ufficio” e cose di questo genere.
Vorrei, però, prima dire una cosa. L’interessante dibattito che si è scatenato sotto questo articolo dimostra la voglia di discussione e di confronto che c’è tra i genitori, indipendentemen te da come ognuno la pensi e nel rispetto delle diverse opinioni. Avrebbe dovuto essere la scuola -ritengo- a promuovere, su questa materia, un confronto con i genitori e a tempo debito, preventivo.

Detto questo, sul piano strettamente della “pubblica amministrazione ” -rispetto al quale, certo, non sono io un esperto- la questione è piuttosto semplice.
Gli atti amministrativi si completano e sono validi dopo la loro pubblicazione sugli albi pretori. Nella delibera 54 del Consiglio d'Istituto -citata dal dirigente De Chirico nel suo commento- è riportato il riferimento all’art. 5 del D.P.R. 416/1974 per quanto riguarda i componenti del Consiglio di Istituto.
L’art. 27 di quello stesso DPR riguarda la “pubblicità degli atti” e dice che “Gli atti del consiglio di circolo o di istituto sono pubblicati in apposito albo della scuola”.
La Circolare Ministeriale n. 105 del 16 aprile 1975, ribadisce meglio il concetto: Art. 13 - "Pubblicità degli atti. La pubblicità degli atti del consiglio di circolo o di istituto, disciplinata dall'art. 27 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416, deve avvenire mediante affissione in apposito albo di circolo o di istituto, della copia integrale - sottoscritta e autenticata dal segretario del consiglio - del testo delle deliberazioni adottate dal consiglio stesso. L'affissione all'albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo di 10 giorni”.
La “delibera 54” più avanti cita un altro DPR, il 275/99, che all’art. 14 comma 7 recita: “I provvedimenti adottati dalle istituzioni scolastiche (…) divengono definitivi il quindicesimo giorno dalla data della loro pubblicazione nell'albo della scuola”.

Dunque, le delibere devono essere pubblicate entro 10 giorni dal momento in cui sono approvata e la definitività scatta dopo 15 dalla pubblicazione. Non esiste il “meglio tardi che mai” o addirittura la non pubblicazione. Queste due norme sono citate nella delibera 54, quindi, valgono ancora. Alla luce di queste norme, ritengo che quelle due delibere abbiano dei problemi.
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+2 # Luigi D. 2018-09-14 20:29
Citazione Gianni Nicastro:
Alla luce di queste norme, ritengo che quelle due delibere abbiano dei problemi.

Sono piene di problemi. Addolora solo la pavidità dei genitori (prevalentement e contrari, almeno quelli che non pensano all'"uscita del weekend") che hanno paura a prendere iniziative legali che sarebbero sicuramente vittoriose per paura di ripercussioni sui bambini, quasi gli insegnati fossero dei mafiosi (e grazie a Dio non lo sono, anzi molti di loro sono contrari).
Addolora anche che si ragiona sulla pelle dei bambini solo in termini di "quanto si risparmia" con la settimana corta. Da quelle scuole bvengono fuori gli ingegneri gli agronomi i ii medici di domani. Vogliamo avere un buon medico o uno stentato? I grandi paesi sono tali proprio per la qualità dell'istruzione ,
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+8 # flora 2018-09-14 17:37
Ma le scuole, evidentemente, non erano interessate ad alcun confronto. Era più comodo imporre una decisione così importante e tenerla nascosta fino a quando non si sarebbe potuto fare più niente, anche a costo di una irregolarità.
Brutta pagina! Peccato.
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+1 # papocchio 2018-09-14 17:28
Grazie della risposta e per il richiamo a...mettere le mani nell'acqua fredda! ;-)
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-3 # Nickola64 2018-09-14 16:35
Non capisco perché si stia facendo tutto questo "baccano" per l'introduzione della settimana corta a scuola; soluzione adottata da anni nelle scuole del nord Italia e in molti paesi del Nord Europa. Non capisco molti genitori che sono preoccupati del calo di attenzione dei figli nell'ultima ora (in realtà mezz'ora), anziché della "insana" abitudine e libertà che lasciamo ai nostri ragazzi di usare i cellulari fino a notte fonda. Non a caso la mattina arrivano a scuola in "ritardo" e a volte alcuni si addormentano sui banchi. Per non parlare che "all'attuale" ora di pranzo, i ragazzi sono tutti a chattare con i compagni, infischiandosen e se non mangiano o non hanno colloquio con i genitori. Di questo io sarei preoccupato, piuttosto che del dover anticipare di 20 minuti l'entrata e di mezz'ora l'uscita (parlando della scuola media). Io credo che la settimana corta è assolutamente compatibile con gli impegni che molti bambini/ragazzi (non tutti) hanno, compreso il catechismo del sabato.
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+5 # preoccupato 2018-09-14 17:52
prima di parlare la invito a fare una ricerca su internet dove potrà constatare senza ombra di dubbio la tendenza al ritorno all'orario normale su 6 giorni. E' vero che al nord hanno cominciato da alcuni anni e noi a ruota, adesso. Ma dove noi ci stiamo adattando senza un'adeguata offerta formativa, ma solo sull'orario prolungato, quelli del nord stanno abbandonando questo modello
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+3 # Pino 2018-09-14 17:19
Sono genitore di un bambino in classe sempre in perfetto orario e che non è in possesso di cellulare, e se lo fosse certamente non gli sarebbe permesso di portarlo a scuola. Quello di cui lei parla non mi appartiene, pertanto non generalizziamo ma al massimo chiediamo alla istituzione scolastica di fare in modo che il regolamento di istituto venga rispettato.
Per quanto attiene “il nord Europa” le dico che dovremmo tenere tali paesi come modello per l’inteto Sistema scolastico non solo per le parti che ci fanno comodo
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+1 # nickola64 2018-09-14 18:49
evidentemente qualcosa di quello che ho scritto è stato frainteso e per questo mi scuso. Non era mia intenzione generalizzare sulla puntualità e sui cellulari (che non ho detto che si portano in classe). Su una cosa sono assolutamente d'accordo con lei Pino, e cioè che è l'intero sistema scolastico e formativo italiano a fare acqua da tutte le parti, con serie ripercussioni per l'inserimento nel mondo del lavoro dei nostri ragazzi. Tutti noi penso, ne conosciamo le ragioni (purtroppo politiche) di questo nostro deficit. Infine mi preme precisare che non ho più figli che frequentano la scuola dell'obbligo; ragione per cui il mio messaggio non era assolutamente discriminatorio nei confronti di nessuno e tantomeno di comodo per me..
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+4 # Luigi D. 2018-09-14 14:44
E' una cosa indecente. L'unica esigenza che viene soddisfatto è quella del risparmio sul riscaldamaneto. I ragazzi hanno tutto da perdere, a fine lezioni non capiranno niente e il pomeriggio non potranno fare altro che studiare e il fine settimana saranno sfatti. Dovranno lasciare le attività sportive pomeridiane con danno anche per le relative associazioni (su questo non si è riflettuto) .
E' indecente anche che non sia stata fatta una consultazione più ampia dei genitori su un tema così importante ma sia stato deciso nel consiglio d'istituto.
E' falso che solo un genitore era contro alla Aldo Moro. Erano molti di più ma per varie ragioni (anche per timori immotivati) hanno preferito non esporsi.
Pensate solo che alle scuole supeirori la settimana è lunga.
Quindi si arriva all'assurdo che un bambino di scuola elementare è più resistente di un liceale !!!!!!!!
Veramente una brutta pagina per i due presidi che hanno ceduto solo a ragioni economiche.
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+1 # Papaja 2018-09-14 11:21
Ho fatto un personale sondaggio tra i ragazzi delle scuole medie e molti sono contrari alla settimana corta, soprattutto chi mette al primo posto la qualità dello studio. Cara Maria G. stare a scuola mantenendo lo stesso livello di attenzione e partecipazione fino alla sesta ora non è possibile, ancor più tornare a casa e prepararsi per il giorno dopo esercitandosi e studiando materie che richiedono approfondimenti pomeridiani (esercizi di matematica, scienze, commenti di italiano, storia ecc.). O forse mi devo aspettare che gli insegnanti, che fino ad oggi hanno ritenuto importante assegnare compiti a casa, da oggi (così come comunicato dalla dirigente ai genitori nell'incontro del 6 luglio u.s.) non ne assegneranno più perché sono stati invitati a non farlo?
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+3 # La verità 2018-09-14 12:05
I dirigenti non possono prevedere direttive in cui dicono ai docenti di dare meno compiti verrebbero meno all'obbligo di tutela e garanzia della libertà di insegnamento previsto dal CCNL dei dirigenti scolastici. L'autonomia è anzi a garanzia della libertà di insegnamento come previsto dallo stesso DPR 275/99. Ed è sancita dal testo unico della scuola e dalla costituzione. Non posso credere che si dicano queste cose.
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+7 # Piero r 2018-09-14 10:58
Incuriosito, ho letto la famosa delibera.
C'è scritto che senza la settimana corta potrei divorziare.
È VERO, c'è scritto davvero!!! :lol:
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-14 # 50%+1 2018-09-14 10:30
Mi pare di capire che le delibere siano state effettuate dal consiglio d'istituto in cui è presente la componente dei rappresentanti dei genitori. Oltretutto tale consiglio è presieduto da un rappresentante dei genitori stesso. Tale presidente e tali componenti vengono ELETTI da TUTTI i genitori:si chiama DEMOCRAZIA DI RAPPRESENTANZA.
Inoltre credo che 150 genitori contro la delibera, siano abbondantemente al di sotto della soglia del 50% +1, minimo necessario affinché, IN DEMOCRAZIA, valga la voce di un popolo.
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+4 # vocimm 2018-09-14 15:52
Concordo con lei sulla maggioranza in democrazia, mi consenta peró di redarguirla nel merito. I genitori hanno iscritto i propri figli a seguito di un'offerta formativa presentata dalla scuola, e questa consisteva in 30 ore in sei dico sei giorni. Il contratto non credo fosse di natura unilaterale, pertanto una variazione delle condizioni contrattuali comporta una informativa con parere espresso a cui poi far seguire i criteri di maggioranza da lei paventati.
Inoltre, in merito alle 150 firme si vuole sottolineare che le stesse sono state raccolte NON dall'istituzion e scolastica, bensì dagli stessi genitori, in assenza di strutture organizzate, e in presenza di periodo vacanziero. Alla luce di questo credo che il risultato ottenuto debba far riflettere necessariamente sul concetto di democrazia e della sua rappresentanza.
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-6 # prima visione 2018-09-14 14:46
150 firme raccolte su due circoli? ma di cosa stiamo parlado?... (ci sono anche quelli dell'aldo moro)
teniamo presente che in alcuni casi hanno firmato entrambi i genitori.
Il problema vero sono i genitori... per la serie "chi li deve tenere il sabato" " e mò al bar quando dobbiamo andare?"
"Quanto mi coserà la baby sitter" (fattore condivisibile)
Genitori e figli non pronti al cambiamento, in altre scuole di Italia si sta a scuola fino alle 14? bhò?!! schitt a rtgian tutt stu maciedd.
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+4 # preoccupato 2018-09-14 17:56
mia cara (prima visione), di cosa stiamo parlando lo scoprirà nell'arco di tre/quattro settimane allorquando tutti i genitori, messi difronte a questo nuovo modello (imposto) e non assolutamente condiviso, cominceranno a mormorare.il mormorio si trasformerà in malcontento.il malcontento in qualche richiesta
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+11 # andala 2018-09-14 12:48
Mi pare sia una persona informata dei fatti.....chiss à cosa sarebbe successo se tutti i genitori, dico tutti, fossero stati informati e se a tutti fisse stata dara la possibilità di esprimersi
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+6 # Deluso 2018-09-14 12:45
Nel Diritto, la rappresentanza implica nel portare avanti il bene comune espressione della maggioranza degli aventi diritto e non rappresentare solo ed esclusivamente il proprio punto di vista difforme da quanto sopraccitato.
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+6 # Deluso 2018-09-14 10:09
Desidererei rispondere al commento della Sig.ra Maria G....Non mi dica che anche lei si è bevuta la storiella accompagnatrice della famigerata delibera n. 54 e che prevede, come esplicato dai due dirigenti scolastici, che i ragazzi avranno meno compiti da svolgere e che faranno più attività accessorie. A parte che di queste attività non se ne vedrà neanche l'ombra, a rigor di logica i ragazzi di sicuro nei 5 giorni studieranno almeno un'ora in più dato che per il giorno seguente devono prepararsi per 6 materie e non più 5....inoltre l'apprendimento umano decade dopo 3-4 ore di lezione (e non lo dico io che sono un signor nessuno, ma studi accademici). Risultato: ragazzi ingestibili per il prof nella 5 e 6 ora e, di conseguenza, un dolce far niente in questo lasso temporale. Anch'io ho amici a Conversano (dove già hanno la settimana corta) e non sono per nulla soddisfatti...N on fosse altro che i ragazzi approfittano del sabato mattina per svegliarsi alle 12 e recuperare la stanchezza
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-4 # cittadino 2018-09-14 16:53
Citazione Deluso:
...per il giorno seguente devono prepararsi per 6 materie e non più 5.....


Ma dove sono le 6 materie per il giorno dopo? Mica c'è il cambio d'insegnante ad ogni ora! Non aggrappatevi agli specchi: le motivazioni sono ben altre!
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-1 # 50%+1 2018-09-14 12:14
[quote name="Deluso"]. ...inoltre l'apprendimento umano decade dopo 3-4 ore di lezione (e non lo dico io che sono un signor nessuno, ma studi accademici).

Sarebbe così gentile da lasciare i riferimenti bibliografici de questi studi accademici che ha letto..credo sarebbero utili nel dibattito
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+7 # Deluso 2018-09-14 17:52
Ciascuno di noi, prima di diventare grande e genitore, è stato alunno come minimo alle elementari e medie....io le riporto la mia personale esperienza di 18 anni trascorsi dietro i banchi di scuola fino all'università. ...pur essendo definito un "secchione di quelli bravi bravi", io non sono mai riuscito a tenere viva in classe la mia attenzione per 5 ore al giorno per 6 giorni alla settimana e, purtroppo, anche attorno a me i miei compagni hanno avuto il mio stesso problema....Vor rei comunque segnalare studi e libri fatti da docenti universitari su questo tema: 1) Prof. Roberto dell'Acqua, docente del dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione (Università di Padova); 2) Prof. Andrea Canevaro, docente di Pedagogia (Università di Bologna); 3) Prof. Massimo Santinello, docente di Psicologia (Università di Bologna)....nat uralmente ci sono anche studi fatti da istituzioni Internazionali. La ringrazio.
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+9 # 2018 2018-09-14 10:05
Un altro aspetto da non trascurare e’ quello che interessa i nostri cari rappresentati nel consiglio di istituto che hanno espresso parere favorevole dimenticando che rappresentano i genitori e che pertanto in sede di consiglio non devono esprimere il loro parere bensì quello dei genitori che li hanno votati
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-9 # IL PICCHIO 2018-09-14 10:01
Leggo fra le righe :
" La realtà è ben diversa e vede spesso i genitori lavorare anche il sabato oppure approfittare della mattinata “libera” e senza i bambini in casa, per fare cose che altrimenti non potrebbero fare. In altri termini, il sabato mattina con i bambini a scuola è essenziale per l’economia familiare, soprattutto per le famiglie meno abbienti e con esigenze lavorative».
E' questo il problema !! Dove parcheggiano i propri figli questi premurosi genitori, che il sabato mattino si ritrovano con i figliocci tra i piedi ? A loro consiglio di svolgere le faccende familiari in prima mattinata dopo aver accompagnato i figli a scuola , anziché stare a spettegolare nei pressi degli istituti per ore ed ore sulle docenti e sulle vicende coniugali del Paese.
Abituate i Vs figli ad un po di sacrificio, quando saranno grandi
non potranno certo scegliersi il turo di lavoro.
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+3 # detto fatto 2018-09-14 13:00
Evidentemente lei non ha figli
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+3 # flora 2018-09-14 11:56
Attente, mamme che vi fermate a spettegolare, adesso sapete che il "picchio" vi guarda!
* :lol:
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+1 # papocchio 2018-09-14 09:57
Brutta vicenda.
Se i fatti stanno come riportato sull'articolo, prima verrebbe una denuncia per abusi in atti di ufficio, come paventava un altro lettore, poi si potrebbe parlare di benefici e malefici della settimana corta.
A proposito, Nicastro, tu che sei esperto di leggi e procedure della pubblica Amministrazione , mi piacerebbe sapere il tuo parere, da quello che ti è sembrato di leggere dagli atti.
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+1 # un cittadino 2018-09-14 09:32
Ma non avete ancora capito qual è la reale motivazione della settimana corta? "....la gestione settimanale diventa più semplice perché, non essendoci più il discorso della giornata libera dei docenti, anche la gestione dell’orario è molto più semplice". E' chiaro? Visto che i docenti fanno a gara ad avere il sabato come giornata libera, così facendo il problema si risolve alla radice.
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+7 # Deluso 2018-09-14 09:18
Egregio Prof. Luciano De Chirico, la delibera di Consiglio d'Istituto n. 54 sarà pure conforme a quanto previsto dal DPR 275/99 ma nella forma e nella sostanza è un vero e proprio schiaffo al buon senso ed alla tutela del sacrosanto diritto al MIGLIOR APPRENDIMENTO POSSIBILE dei diretti fruitori del servizio-scuola (gli alunni), del diritto del corpo docente di poter svolgere il proprio lavoro senza stress o altro, del diritto della stragrande maggioranza dei genitori di non veder stravolta, dalla sera alla mattina, la propria organizzazione familiare. Certo è curioso che una tale dirompente delibera sia stata presa il 28 Giugno u.s. (a scuola finita) e non sia stata pubblicizzata nelle dovute ed opportune forme. Le chiedo: non sarebbe stato meglio preparare il terreno a questo nuovo corso già nello scorso anno scolastico informando adeguatamente tutti i soggetti coinvolti anche con opportuni referendum? In "demicrazia" è ancora la maggioranza che dovrebbe decidere e deliberare. O no?
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-2 # Pecora senza Pastore 2018-09-14 10:42
"...del diritto della stragrande maggioranza dei genitori di non veder stravolta, dalla sera alla mattina, la propria organizzazione familiare. ..."

devi semplicemente andare a riprogrammare:
-calcio,
-danza,
-musica,
-piscinia,
-lettura,
-disegno;
-associazione,
-catechismo
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0 # Luigi D. 2018-09-16 11:38
Appunto. Vallo a dire alle associazioni e a quelli che da lì ci campano. Sai quanti utenti perderanno? E sai quanti ragazzi perderanno l'opportunità di fare musia sport ecc.? O di consocere altri raggazzi?
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+4 # Deluso 2018-09-14 13:08
Mi permetta di non essere in parte d'accordo con la sua opinione. È fuor di dubbio che, per qualunque cosa, il troppo storpia...quind i, anche il sovracaricare i ragazzi con troppe ed eccessive (numericamente parlando) attività extra-scolastic he è deleterio ma, nello stesso tempo, l'impegnare il ragazzo in qualcosa che vada oltre lo studio scolastico è di fondamentale importanza per la sua crescita personale e sociale.
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-7 # Maria G 2018-09-14 08:54
Personalmente credo che chi si preoccupa della riduzione dell'orario delle lezioni a discapito dell'apprendime nto dovuto all'aumento giornaliero e relativa stanchezza dei ragazzi, non considera che realmente quella stanchezza si manifesta proprio con la settimana lunga! 6 giorni su 7 di scuola con relativi compiti a casa, il sabato è una tragedia perché fra catechismo, associazioni e roba varia i ragazzi non hanno modo di fare i compiti...che fanno ovviamente la domenica. Questo tipo di stanchezza nessuno la considera vero? I nostri ragazzi non hanno un giorno libero. Fa comodo che i ragazzi siano fuori casa per poter gestire le proprie "problematiche" di casa, servizi, etc. Non mettiamola quindi sulla mancata pubblicazione.. ..concordo invece che un sondaggio preventivo sarebbe stato giusto. Le scuole dei paesi limitrofi hanno orario ridotto già da un paio di anni e le mamme con cui ho avuto modo di parlare ne sono entusiaste.
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+4 # bruta fazenda 2018-09-14 09:50
suggerirei a questo punto una raccolta firme per otto ore al giorno con mensa spalmati su quattro giorni settimanali... e il tutto valido ai fini pensionistici. che ne dite?
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+6 # genitore 2018-09-14 08:36
Credo che il Dirgente De Chirico col suo intervento abbia chiarito cosa porta un dirigente di pubblica Amministrazione a non far fronte nei tempi previsti agli OBBLIGHI di pubblicità degli atti:
Evitare eventuali impugnazioni!
Si chiamerebbe "abuso in atti di ufficio".
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+8 # Rita 2018-09-14 06:27
Non sapevo che ci fosse una raccolta di firme.
Dove si può firmare?
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-17 # Luciano De Chirico 2018-09-14 00:50
La delibera 54 del Consiglio d'Istituto e' pienamente conforme agli articoli 4 (autonomia didattica) e 5 (autonomia organizzativa) del DPR 275/99. Lo stesso DPR 275/99, all'art. 14 comma 7 indica i tempi per eventuale impugnazione delle delibere del Consiglio. Nel caso della delibera in oggetto non è giunta all' indirizzo del Consiglio, organo che dovrebbe pronunciarsi sul merito, alcuna impugnazione.
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+4 # Corretto 2018-09-14 10:17
Altro appunto: al consiglio di istituto come previsto dal DPR 275 già citato dal dirigente non giungono impugnazioni. Si parla di istanze relativa a revoca in autotutela amministrativa . L' impugnazione dinnanzi all'organo di primo grado della giurisdizione amministrativa è ben altra cosa.
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+10 # bruta fazenda 2018-09-14 09:33
queste sono solo sciocchezze da bignami. credo vi stiate nascondendo dietro un dito.da quanto letto la realtà...è tutta un'altra storia.
O forse si è fatto consigliare da qualcuno che all'università ha fatto la settimana corta per spicciarsi. Ah ah ah
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+10 # bruta fazenda 2018-09-14 09:09
lei parla di leggi quando sembra che proprio lei non le abbia rispettate
:D :lol: :-)
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+9 # bruta fazenda 2018-09-14 08:55
caro signor Luciano, mi sa che qualcuno deve tornare a scuola.....di diritto
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+7 # Gaia 2018-09-14 08:18
Si vada a rileggere la sua delibera 54 e l'art. 4 del DPR 275/99 .l'autonomia didattica è funzionale ai tempi di apprendimento non al risparmio Delle bollette. Le norme non vanno sparate in aria come fuochi d'artificio vanno studiate e calate nel singolo caso. Faccia leggere la sua delibera ad un amministrativis ta e poi ci risentiamo. In ogni caso la sua delibera è viziata dal punto di vista del procedimento amministrativo. È nulla come codificato dalla legge 15 del 2005 che ha integrato la legge 241/1990. Penso che di figuracce se ne siano fatte già troppe.
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+8 # sandro 2018-09-14 08:12
A quanto pare quella delibera è stata tenuta ben nascosta fino a settembre forse per impedire una eventuale pugnazione!
Ah furbetto, forse se tacevi facevi meglio.
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+10 # Gaia 2018-09-14 08:05
La delibera manca di pubblicità legale ai sensi del comma 1, art 32 della legge 69 del 2009. La conosce? Non è impugnabile. Chi conosce il diritto amministrativo sa la differenza ,codificata dalla legge 15 del 2005 ,tra atto nullo e atto annullabile e quindi impugnabile. Si rilegga la 241/1990 come integrata dalla legge 15 del 2005. E comunque sulle 27 ore continua a non rispondere.
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+11 # Gaia 2018-09-14 00:17
Quanto alla prof.ssa Melpignano anche lei dovrebbe qualche piccolo chiarimento: le due pause giornaliere istituzionalizz ate per un totale di venti minuti e quindi 100 minuti settimanali saranno recuperate? Nella medesima classe? La norma prevede questo. E come pensa di far fruire l'intero monte ore di 30 ore settimanali a bambini a cui sono sottratti 100 minuti settimanali di didattica?Inolt re cara dirigente, bastano rudimenti minimi di diritto amministrativo per realizzare che le delibere non possono essere pubblicate quando ci fa comodo o dopo 2 mesi. Soprattutto se il problema non attiene ad una sola Delle dell'onere degli organi collegiali. Siamo certi che risponderà. Se non ai lettori almeno al MIUR.
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+8 # Gaia 2018-09-13 23:23
Il prof. Dechirico non ha ancora chiarito se è legale passare dalle 30 ore settimanali alle 27 ore per la primaria. Spero lo faccia quanto prima, in qualunque sede, purché correttamente si esprima. Quanto alla delibera come è noto si tratta di un atto privo di pubblicità legale, con i problemi di efficacia giuridica ed esecutivuta' che questo comporta. Ma temo non sia l'unica delibera non pubblicata. Ricordo inoltre che chi da esecutività alle delibere non è il Consiglio ma il Dirigente Scolastico. E questi sono problemi che non devono essere sollevati necessariamente da 100 o 1000 genitori. Ne basta uno.
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+1 # vocimm 2018-09-13 21:28
Già cinque anni fa si criticava la settimana corta come "la panacea dei rapporti familiari sbriciolati".
Di certo la didattica e l'insegnamento ci rimettono, i rapporti familiari non saprei dire se migliorano (e che tristezza se mi sento dire questo.....)
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+12 # andala 2018-09-13 20:56
La giustizia e' un qualcosa che si legge soltanto sui libri,evidentem ente. Forse e' giunto il momento di dire ai nostri figli come funziona veramente il mondo.....a cominciare dalla scuola. Spero vivamente di non sentire frasi che contengano le parole giustizia,legal ità, trasparenza,per ché in tutta questa faccenda non se ne e' vista neanche l'ombra.
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