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Da Nomadelfia a Loppiano, dalla fraternità all’unità!

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papa-francesco-toscana

 
sac. Pasquale Pirulli
don pasquale foto
In questa giornata, 10 maggio 2018, il papa globetrotter Francesco, continua la sua scoperta e attenzione alle realtà della chiesa d’Italia. Dopo essere stato a Bozzolo per D. Primo Mazzolari e a Barbiana per D. Lorenzo Milani e poi a Pietrelcina e S. Giovanni Rotondo per S. Pio e aver visitato Alessano e Molfetta per il vescovo “costruttore di pace” Mons. Tonino Bello, ecco che si reca a Nomadelfia e a Loppiano.

Nel primo centro situato nel vecchio campo di concentramento di Fossoli (Grosseto) egli entra in contatto con la memoria di Don Zeno Saltini (1900-1981), il sacerdote che nella maremma che portava le tracce della violenza  realizzò a Nomadelfia la realtà  evangelica della “famiglia” fondata sulla fraternità. Alla  sua prima collaboratrice Irene Bertoni (1923- 2016) propose di diventare  “mamma per vocazione” prendendosi cura dei tanti “figli orfani” che aveva lasciato la guerra. A lei D. Zeno ripeteva le parole di Gesù sulla croce rivolte a Maria: “Donna, ecco tuo figlio!”. Più che un omaggio a una ancora provocatoria esperienza ecclesiale di accoglienza Nomadelfia è una versione aggiornata del “Vangelo della famiglia” e una proposta di vita sociale con la testimonianza della fraternità che si fa accoglienza e impegno educativo.

Il papa poi si recherà in visita alla cittadella di Loppiano, ideata come esemplare «Mariopoli» (città di Maria) da Chiara Lubic fondatrice del Movimento dei Focolari, deceduta il 14 marzo 2008. Qui si soffermerà in preghiera personale al Santuario di Maria Theotokos (madre di Dio) e dialogherà poi con tutti i cittadini di Loppiano (oltre 850 residenti) che provengono dalle diverse parti del mondo. Se Nomadelfia ripropone ad una società distratta il vangelo della “famiglia” con il carisma della fraternità, qui a Loppiano c’è la proposta del «carisma dell’unità», oltre le frontiere nazionali, culturali e religiose. Una proposta di frontiera perché coniuga l’attenzione all’altro e il dialogo con l’economia di comunione, molto provocatoria quest’ultima per una società consumistica.

Non si trascura la bellezza attraverso l’arte e il canto (Gen Rosso e Gen Verde, GenFest) e la cultura attraverso l’Università di Sophia. Attraverso i corsi di studio si cerca di trovare proprio nel mistero di Dio-Trinità l’origine di una “unità” che è categoria non solo religiosa o culturale ma anche sociale. Al confronto tra il “Io” e il “Tu” succede la speranza e la gioia del “Noi”.  Possiamo dire grazie a papa Francesco che ci aiuta con queste sue visite ritmate sul ritmo del “fast food” (prendi e fuggi) a scoprire i valori religiosi e sociali di una chiesa che in Italia presenta realtà e volti affascinanti e purtroppo spesso sconosciuti. 

 

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