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Tempi duri per gli sporcaccioni, fioccano multe da 300 euro

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L’abbandono dei rifiuti, il controllo del territorio e la carenza di organico della polizia locale

di Gianni Nicastro

Il comune di Rutigliano e il corpo della Polizia Locale ce la stanno mettendo tutta. Resta ancora tanto da fare, certo, a cominciare dall’implementazione della videosorveglianza e del controllo diretto sul territorio, ma i primi risultati di quello che si è cominciato a fare sono arrivati sotto forma di multe notificate a chi è stato scoperto, in vario modo, ad abbandonare la propria immondizia per strada.

Dal Comando di polizia locale abbiamo avuto i dati relativi al 2017 e ai primi due mesi del 2018. Ricordiamo che a luglio dell’anno scorso, l’amministrazione, su proposta della polizia locale, ha aumentato i minimi delle multe da 50 a 300 euro, fino ad arrivare al massimo della sanzione amministrativa, che è di 500 euro per i recidivi.

Le multerifiuti-abb multe-1
Nel 2017 le multe elevate per abbandono dei rifiuti sono state 67, tutte da 300 euro tranne 6, fatte sulla base dei vecchi minimi (50 euro). Delle 67 multe, 9 sono state elevate grazie all’ispezione diretta delle buste abbandonate, 18 attraverso il microchip che è sulla busta dell’indifferenziato, 40 multe sono frutto della videosorveglianza. I primi due mesi del 2018 promettono bene, 26 sono le multe notificate; 15 di queste derivano dall’ispezione delle buste, 1 dal microchip, 10 sono state fatte a persone individuate grazie alla videosorveglianza. E’ dalle fototrappole, dunque, che arriva il maggior numero di multe, 50 su 93 (il 53,7%).

L’altro dato interessante è la nazionalità delle persone multate. Su 93 multe fatte nel periodo qui complessivamente considerato, 13 riguardano cittadini stranieri, di nazionalità albanese residenti a Rutigliano. Solo il 12% delle persone multate, quindi, è di origine albanese; l’88% dei multati sono italiani, contribuenti rutiglianesi e una decina di persone residenti a Noicattaro. Non sappiamo se tutti i multati siano sporcaccioni seriali oppure occasionali. Il dato, comunque, sfata l’opinione, molto diffusa a Rutigliano, secondo cui sono gli albanesi che sporcano la città. Questi ultimi contribuiscono, certo, all’indecoroso e incivile fenomeno, ma sono una minima parte; il grosso degli sporcaccioni è autoctono, sono i rutiglianesi che hanno il “copyright” della busta selvaggia.

La polizia locale e la carenza di organico
La videosorveglianza dà un grande contributo alla lotta contro l’abbandono dei rifiuti e può essere facilmente implementata; diversa è la questione del controllo diretto del territorio da parte della polizia locale, qui le cose si fanno più complicate. Il comune di Rutigliano ha un corpo di polizia locale atavicamente sotto dimensionato in numero di addetti rispetto al numero degli abitanti. L’insufficienza di personale si ripercuote negativamente sulla quantità di controllo del territorio e sulla sua qualità.
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Sulla delibera di giunta relativa al “programma triennale fabbisogno di personale 2018-2020”, che sarà portata all’approvazione del consiglio comunale insieme al bilancio di previsione 2018 mercoledì prossimo, leggiamo che, al 31 gennaio 2018, gli agenti di polizia locale in organico al comune di Rutigliano sono 14 e, ad agosto prossimo ne va in pensione uno, quindi da agosto gli agenti saranno 13. Già oggi, con 14 addetti, il comune di Rutigliano è sotto il minimo che giustifica l'istituzione di un Corpo di Polizia Locale. La legge regionale n. 37/2011 denominata “Ordinamento di polizia locale” all’art.  6, comma 1, infatti, dice che “il corpo di polizia locale è costituito con la dotazione organica minima di quindici addetti”.

Rutigliano oggi è, dunque, sotto soglia minima rispetto alla legge e, da agosto prossimo, sarà addirittura ancora più sotto. Probabilemnte è per questo che la delibera in questione -sul fabbisogno del personale- prevede l’assunzione di due operatori di polizia locale categoria C1 entro la fine del 2018.

Comunque, anche con l’assunzione di due agenti il corpo di polizia locare arriverebbe a 15 addetti quando, al comune di Rutigliano, ne spetterebbero 26. La legge regionale 37/2011, infatti, statuisce un rapporto “di almeno una unità operativa per ogni settecento abitanti o frazione superiore a quattrocento abitanti”. Sulla base della popolazione al 1 gennaio 2017 -18.617 abitanti- il nostro comune dovrebbe avere 26 operatori di polizia locale. E’ chiaro che un corpo di polizia locale con un organico così drammaticamente al di sotto dei minimi proposti dalla legge, non garantisce -in generale- un lavoro adeguato di controllo del territorio, anche perchè buona parte di agenti svolge una funzione meramente amministrativa, funzione indispensabile.

La situazione appare in tutta la sua drammaticità se si considerano i compiti che la legge affida alla polizia locale. Basta riportare, qui, solo parte delle “funzioni e i compiti dei corpi e dei servizi di polizia locale” che si leggono nel comma 2 dell’art. 5 della legge regionale prima citata, per avere un’idea del carico di lavoro che incombe su questo corpo e delle tante materie sulle quali interviene: “polizia amministrativa locale, polizia annonaria, polizia commerciale e tutela del consumatore, polizia edilizia, polizia ambientale e mineraria, polizia rurale, faunistica e ittico-venatoria, polizia stradale (…), polizia giudiziaria, funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza, vigilanza sull’osservanza di leggi, regolamenti, ordinanze e provvedimenti amministrativi, vigilanza sulla integrità e conservazione dei beni demaniali e del patrimonio pubblico, polizia tributaria (…), gestione dei servizi d’ordine, di vigilanza, d’onore e di scorta…”.

Ora, con una tale mole di funzioni e di lavoro, 14 agenti di polizia locale, compreso il comandante, possono davvero fare solo il possibile. Se si voglio più agenti sulla strada, più controllo in generale, soprattutto sull’igiene urbana e l’abbandono dei rifiuti, è necessario un incremento generoso della pianta organica. Quello proposto, di due unità da qui al 2020 è davvero un’inezia, così si relega il controllo della città alla sola videosorveglianza, non si mette il nostro comando nelle condizioni di soddisfare le esigenze di polizia locale che il territorio esprime.

 

Commenti  

 
0 # Backman 2018-04-13 11:19
Alla luce del'articolo, riteniamo sia ancora utile mettere i manifesti in lingua albanese? Non sarebbe meglio farli in Rutiglianese?
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+2 # ? 2018-04-13 11:00
Signor Nicastro, il fatto che il 12% dei multati sia di origine albanese, è una cifra drammaticamente alta, considerato che la comunità albanese rappresenta circa il 5% della popolazione.
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+1 # Gianni Nicastro 2018-04-13 12:55
E' vero, quelle 13 multe rappresentano l'1,5% della popolazione albanese; le restanti 80 rappresentano, invece, lo 0,43% della popolazione di italiana. Il rapporto con la popolazione ritengo sia un dato puramente statistico che può dire tutto, come può non dire niente. Ci sarebbe da verificare, per esempio, se quelle 13 persone sono dotate del kit della differenziata, se hanno capito come funziona la raccolta dei rifiuti visto che potrebbero non parlere e leggere bene l'italiano. Qui, la campagna lanciata dalla ditta appaltatrice di manifesti contro l'abbandono dei rifiuti anche in albanase, potrebbe svolgere un ruolo importante.
Anche sugli 80 italiani si potrebbe fare un approfondimento per capire una serie di cose: il nucleo familiare, se pagano la TARI, se espongono puntualmente le pattumelle, in modo particolare quella dell'indifferen zziato.
Io queste informazioni, in forma anonima ovviamente, le ho chieste al comando di PL, ma sono informazioni non immediatamente disponibili, che hanno bisogno di indagini incrociate con altri uffici per poter essere recuperate. Non so se il comando di PL ce l'abbia il tempo di fare verifiche a questo livello. Certo, sarebbe molto, molto interessante.
Per ora ci accontentiamo del dato oggettivo: su 93 multe 80 riguardano italiani, 13 riguardano albanesi.
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-3 # Un Rutiglianese 2018-04-13 09:14
A sostegno di quanto detto in precedenza, bsti leggere quello che è successo ad un cittadino romano qualche giorno fa.

http://www.romatoday.it/politica/cartone-amazon-multa-spazzatura-roma.html
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+1 # Gianni Nicastro 2018-04-13 09:37
Il caso che lei qui porta a sostegno delle sua tesi è molto diverso da quello preso in considerazione nel post precedente. Si tratta di un cartone che, davvero, potrebbe essere spostato da chiunque.
E, comunque, il malcapitato ha detto che impugnerà il verbale. Al momento, quindi, non sappiamo come andrà a finire.
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-2 # Un Rutiglianese 2018-04-13 11:57
La questione è semplice: o la multa viene elevata quando c'è la fragranza del reato (tramite videosorveglian za o simili) oppure la multa verrà sempre impugnata con inutile perdita di tempo e spese.
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-2 # Un Rutiglianese 2018-04-13 09:12
Buongiorno, complimenti per l'articolo ed un complimento alle forze dell'ordine che hanno elevato le multe. Purtroppo, però, tranne nei casi di multe elevate attraverso la videosorveglian za, in cui è ben visibile la prova del malfatto ad opera del diretto interessato, credo che negli altri due casi (microchip ed ispezione diretta delle buste) le multe possano essere impugnate dal cittadino. Il ragionamento è semplice attraverso un esempio: io sono un cittadino che la sera prendo la mia busta col microchip e la pongo fuori della mia abitazione, in attesa che venga raccolta dagli operatori. Nel momento in cui la busta viene adagiata sul marciapiede non è più sotto il mio controllo. Pertanto, chiunque potrebbe appropriarsene indebitamente, svuotarlo nelle campagne circostanti per poi riempirlo in un secondo momento con oggetti vari e depositarlo ad esempio vicino le campane del vetro, senza che io ne sappia assolutamente nulla. C'è qualche avvocato che smentisce il mio ragionamento?
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+3 # Gianni Nicastro 2018-04-13 09:31
Un po' stravagante il suo ragionamento.
Ritengo che chi abbandona i rifiuti lo faccia per una questione di "comodità" e per non perdere tempo a differenziare. lei, invece, ritiene che il pigro incivile, prenda la sua busta microchippata (col rischio di essere intercettato dalle tante telecamere private presenti nel paese), vada in campagna, la svuoti, poi ritorni a casa, la riempia della sua roba e l'abbandoni per strada. Se facesse tutto questo, quel signore, oltre ad essere prigro e incivile, sarebbe irrimediabilmen te stupido.
Differenziare è trecento volte meno fastidioso che fare quello che farebbe il suo incivile.
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0 # Un Rutiglianese 2018-04-13 11:56
La questione da me sollevata riguarda esclusivamente il fatto che una volta che la busta dei rifiuti viene da me posizionata in strada io non sono assolutamente responsabile di quello che potrebbe accadere fino a quando la stessa non viene raccolta dagli operatori ecologici. La mia voleva essere una puntualizzazion e sul fatto che molte volte vengono sollevate multe che poi verrranno annullate per le argomentazioni di cui sopra. Si ricordi ad esempio il caso dei bollini blu (quando partì la raccolta porta a porta a Rutigliano) che venivano applicati ai cestelli che contenevano differenziata fatta male? Questo tipo di operazione non viene più effettuata per la stessa ragione. O sbaglio?
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0 # Gigi_ 2018-04-13 07:20
Caro Direttore, io non darei l'informazione sul chip ;)
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0 # Gianni Nicastro 2018-04-13 07:53
Il chip è ben visibile sulla busta, non è una microspia.
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0 # Gigi_ 2018-04-13 14:22
Sono convinto che non ne sia ben chiara la funzione.
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